St Andrews sta tutta dentro una passeggiata. In poche centinaia di metri ci sono il campo da golf più famoso del mondo, l’università più antica di Scozia e la rovina della più grande chiesa mai costruita nel paese. Non è una città che si visita: è una città che si attraversa, e a ogni incrocio cambia secolo.
Ci siamo arrivati in autobus da Dundee e le abbiamo dedicato l’intera giornata. È il tempo giusto: meno sarebbe stata una corsa, di più non serve.
Ha piovuto quasi tutto il giorno, con vento. Non quello che ti butta giù, quello che ti accompagna e non smette mai — e che qui, evidentemente, fa parte del pacchetto.
Camminare sull’Old Course
Il golf a St Andrews non è uno sport, è un fatto geografico. Si gioca su questi link da secoli e l’Old Course è considerato il luogo d’origine del gioco moderno. La cosa che sorprende chi arriva è che non c’è nessun cancello, nessuna recinzione, nessuna guardiola: il campo è aperto, ci passa in mezzo una strada, e ci si cammina sopra.
Ci siamo passati. Detto così sembra poco, ma è esattamente il punto: si attraversa a piedi il posto dove è nato il golf come si attraversa un prato qualsiasi, e nessuno ti dice niente.
Da lì la sabbia è a due passi. La West Sands è la spiaggia lunghissima che costeggia il campo, e se ti sembra di averla già vista è perché è quella diMomenti di gloria, la corsa sul bagnasciuga all’inizio del film. Con la pioggia e il vento addosso non è una spiaggia da ombrellone: è un posto che ti mette in faccia il Mare del Nord e ti fa capire dove sei.
L’università, per strada
Fondata nel 1413, è la più antica di Scozia e la terza del mondo di lingua inglese dopo Oxford e Cambridge. Non ha un campus recintato: i suoi edifici stanno dentro la città, incastrati tra le case e i negozi.
Noi li abbiamo visti da fuori, camminando, ed è probabilmente il modo giusto di incontrarla. Non c’è un ingresso principale davanti a cui mettersi in fila: c’è una città in cui, girando l’angolo, ti trovi davanti a un edificio di sei secoli fa che è ancora un’aula.
La cattedrale, e il cielo che si apre
Alla cattedrale il tempo si è rasserenato. Dopo una giornata di pioggia il cielo si è aperto proprio lì, sulle rovine, e non credo sia un caso che sia il ricordo più nitido che mi porto di St Andrews.
Fu la chiesa più grande mai costruita in Scozia. Oggi ne restano i muri perimetrali e qualche arco, in piedi contro il cielo e contro il mare, abbandonati dopo la Riforma del 1559 e rimasti così da allora. Non c’è un tetto, non c’è un interno: c’è il perimetro di qualcosa di enorme, e dentro solo erba e vento.
Abbiamo camminato tra le rovine senza salire da nessuna parte. Non serviva.
Se ci vai
L’autobus da Dundee è comodo e frequente, e St Andrews si gira interamente a piedi: non ha senso arrivarci in auto.
Calcola una giornata intera. Il campo, la spiaggia, il centro e la cattedrale stanno vicini, ma è una città in cui conviene rallentare invece di spuntare tappe.
E porta qualcosa per la pioggia. Non per prudenza: per statistica.
