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Scozia 2025

St Andrews: il golf, i libri e una cattedrale a cielo aperto

Le rovine della cattedrale di St Andrews: il muro con le arcate gotiche e la torre, con il cielo che si apre

St Andrews sta tutta dentro una passeggiata. In poche centinaia di metri ci sono il campo da golf più famoso del mondo, l’università più antica di Scozia e la rovina della più grande chiesa mai costruita nel paese. Non è una città che si visita: è una città che si attraversa, e a ogni incrocio cambia secolo.

Ci siamo arrivati in autobus da Dundee e le abbiamo dedicato l’intera giornata. È il tempo giusto: meno sarebbe stata una corsa, di più non serve.

Ha piovuto quasi tutto il giorno, con vento. Non quello che ti butta giù, quello che ti accompagna e non smette mai — e che qui, evidentemente, fa parte del pacchetto.

Camminare sull’Old Course

Il golf a St Andrews non è uno sport, è un fatto geografico. Si gioca su questi link da secoli e l’Old Course è considerato il luogo d’origine del gioco moderno. La cosa che sorprende chi arriva è che non c’è nessun cancello, nessuna recinzione, nessuna guardiola: il campo è aperto, ci passa in mezzo una strada, e ci si cammina sopra.

Ci siamo passati. Detto così sembra poco, ma è esattamente il punto: si attraversa a piedi il posto dove è nato il golf come si attraversa un prato qualsiasi, e nessuno ti dice niente.

Da lì la sabbia è a due passi. La West Sands è la spiaggia lunghissima che costeggia il campo, e se ti sembra di averla già vista è perché è quella diMomenti di gloria, la corsa sul bagnasciuga all’inizio del film. Con la pioggia e il vento addosso non è una spiaggia da ombrellone: è un posto che ti mette in faccia il Mare del Nord e ti fa capire dove sei.

L’università, per strada

Fondata nel 1413, è la più antica di Scozia e la terza del mondo di lingua inglese dopo Oxford e Cambridge. Non ha un campus recintato: i suoi edifici stanno dentro la città, incastrati tra le case e i negozi.

Noi li abbiamo visti da fuori, camminando, ed è probabilmente il modo giusto di incontrarla. Non c’è un ingresso principale davanti a cui mettersi in fila: c’è una città in cui, girando l’angolo, ti trovi davanti a un edificio di sei secoli fa che è ancora un’aula.

La cattedrale, e il cielo che si apre

Alla cattedrale il tempo si è rasserenato. Dopo una giornata di pioggia il cielo si è aperto proprio lì, sulle rovine, e non credo sia un caso che sia il ricordo più nitido che mi porto di St Andrews.

Fu la chiesa più grande mai costruita in Scozia. Oggi ne restano i muri perimetrali e qualche arco, in piedi contro il cielo e contro il mare, abbandonati dopo la Riforma del 1559 e rimasti così da allora. Non c’è un tetto, non c’è un interno: c’è il perimetro di qualcosa di enorme, e dentro solo erba e vento.

Abbiamo camminato tra le rovine senza salire da nessuna parte. Non serviva.

Se ci vai

L’autobus da Dundee è comodo e frequente, e St Andrews si gira interamente a piedi: non ha senso arrivarci in auto.

Calcola una giornata intera. Il campo, la spiaggia, il centro e la cattedrale stanno vicini, ma è una città in cui conviene rallentare invece di spuntare tappe.

E porta qualcosa per la pioggia. Non per prudenza: per statistica.