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Scozia 2025

Edimburgo: il castello, Victoria Street e il cimitero di Greyfriars

Victoria Street a Edimburgo di sera, la curva di case colorate che scende verso il Grassmarket

Edimburgo l’avevamo già intravista, di sfuggita, arrivando. Ma intravedere Edimburgo non serve a niente: è una città che va camminata, e le abbiamo dedicato una giornata intera.

È una città che si guarda dal basso. Qualunque strada prendi, prima o poi alzi gli occhi e c’è il castello sopra di te, piantato su una roccia che è il tappo di un vulcano spento. Non devi cercarlo: è lui che ti trova.

Il cielo era coperto tutto il giorno, ma senza pioggia e con una temperatura buona per camminare. È la condizione migliore che si possa chiedere a questa città: sotto il grigio la pietra scura di Edimburgo dà il meglio di sé, e il castello sulla roccia sembra uscito dal cielo invece che appoggiato alla terra.

Noi il castello lo abbiamo visto da fuori. È una scelta che rifarei: la rocca si capisce meglio guardandola da sotto, dai giardini, che percorrendone gli interni in fila. E i Princes Street Gardens sono il punto giusto per farlo — una lunga striscia verde dove un tempo c’era un lago artificiale, prosciugato a fine Settecento per costruire la città nuova. Da lì il castello si vede intero, e si capisce perché nessuno sia mai riuscito a prenderlo davvero d’assalto.

Victoria Street

A Edimburgo ci siamo andati anche per questo, diciamolo: per i posti di Harry Potter. Non è una vergogna, è una delle ragioni per cui migliaia di persone salgono quassù ogni anno, e negarlo sarebbe ipocrita.

Victoria Street è la curva di case colorate che scende verso il Grassmarket, e per chi ha in testa quelle pagine è impossibile percorrerla senza pensarci. Le facciate una diversa dall’altra, le insegne di legno, il selciato che gira e ti nasconde quello che viene dopo, i tetti aguzzi che si accavallano. Ci sono botteghe di bacchette e di mantelli, e negozi che con i maghi non c’entrano niente e stanno lì da sempre.

Alcune di queste case sono del Seicento. È una strada che regge benissimo anche senza magia, ma con la magia addosso si cammina in modo diverso: più lentamente, guardando in alto.

Greyfriars Bobby

Poco più su c’è il cane più famoso di Scozia. La statua è piccola, all’angolo di Candlemaker Row, e passa quasi inosservata se non sai che c’è: un terrier di bronzo seduto su un basamento, all’altezza delle ginocchia.

La storia è quella che tutti raccontano: un cane che dopo la morte del padrone avrebbe vegliato la sua tomba per quattordici anni, fino a morire a sua volta nel 1872. È una storia che a Edimburgo si porta dietro da un secolo e mezzo, e la statua è sempre circondata da qualcuno.

Una cosa pratica: c’è l’usanza di strofinare il naso della statua per portare fortuna, e a forza di mani il bronzo si è consumato fino a cambiare colore. Chi si occupa della conservazione chiede di non farlo. Guardalo, fotografalo, ma lascia stare il naso.

Il cimitero

Dietro il cane c’è il Greyfriars Kirkyard, uno dei cimiteri più antichi della città, e per me il posto più bello di quella giornata.

Lapidi inclinate dal tempo, mausolei anneriti dalla fuliggine, alberi cresciuti storti fra le tombe, e sopra i tetti della città vecchia che si affacciano dentro. È il tipo di posto che in una giornata coperta dà il meglio di sé, e la nostra lo era.

Fra quelle pietre c’è la tomba di Thomas Riddell, quella davanti a cui si ferma chiunque conosca i romanzi. Sta lì, un po’ consumata, e trovarla in mezzo alle altre fa un certo effetto.

Ma il Greyfriars vale anche se dei maghi non ti importa niente. È un cimitero del Seicento nel cuore di una città di pietra scura, con la sua storia di sepolture, di prigionieri e di ladri di cadaveri. Ci si può passare un’ora senza accorgersene.

Verso sera

Il cielo si è aperto sul finire della giornata, come succede spesso da queste parti quando ormai non ci speri più. Edimburgo con la luce bassa sulla pietra è un’altra città: il grigio del giorno diventa dorato per un’ora, e chi ha la fortuna di trovarsi in quel momento su un punto alto capisce perché tanta gente ci si è innamorata.

Se ci vai

Il castello dall’esterno più i giardini più la città vecchia si fanno in una giornata camminando, e Edimburgo è una città per gambe: le distanze sono corte ma quasi tutto è in salita o in discesa.

Se vai per i luoghi di Harry Potter, mettili in fila: Victoria Street, la statua di Bobby e il Greyfriars sono a pochi minuti a piedi l’uno dall’altro, e si fanno tutti in una mattinata. Il consiglio è di andarci presto, prima che arrivino i gruppi: Victoria Street a metà giornata è un fiume di gente, e il cimitero merita un po’ di silenzio.