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Irlanda 2024

Dal Selciato dei Giganti a Sligo, attraversando due paesi

Le colonne di basalto del Selciato dei Giganti che salgono a gradoni verso il cielo azzurro, con l'erba cresciuta fra le pietre

Cielo sereno, sole. In Irlanda del Nord, a luglio, è la lotteria che ogni tanto si vince.

È stata la giornata più lunga del viaggio: si parte da Belfast sulla costa di Antrim e si arriva a Sligo, dall’altra parte dell’isola, attraversando il confine fra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda senza quasi accorgersene.

La Causeway Coastal Route

La strada che da Belfast risale verso nord lungo la costa è considerata una delle più belle del mondo, e non è marketing: corre stretta fra la scogliera e il mare, con le vallate di Antrim che scendono verso l’acqua.

Carrick-a-Rede

Prima sosta al ponte di corda di Carrick-a-Rede: venti metri di passerella sospesa a trenta metri sopra le rocce, che collega la terraferma a un isolotto.

Lo costruirono i pescatori di salmone, che ogni anno lo montavano per raggiungere il punto in cui calare le reti. Attraversarlo non è difficile — a meno di non soffrire di vertigini — e il vero spettacolo non è il ponte in sé ma il tratto di costa che si vede da lì.

Il Selciato dei Giganti

Poi il Giant’s Causeway, il Selciato dei Giganti: quarantamila colonne di basalto esagonali che scendono dalla scogliera fino al mare, formate dal raffreddamento di una colata lavica una sessantina di milioni di anni fa. È patrimonio dell’umanità dal 1986, il primo dell’Irlanda del Nord.

La leggenda racconta un’altra versione: le colonne sarebbero i resti di un ponte costruito dal gigante Finn McCool per raggiungere la Scozia e affrontare un rivale.

E la leggenda, a modo suo, ha ragione. Le stesse colonne si ritrovano sull’isola scozzese di Staffa, dall’altra parte del mare: è la medesima colata di lava, spezzata dall’oceano.

Quel giorno, davanti a quelle pietre, ci è venuta un’idea: andare a vedere l’altro capo del ponte.

Due anni dopo eravamo su Staffa, a guardare le stesse colonne dal versante scozzese — e a fotografare i puffin, che erano l’altra metà della ragione per cui ci siamo andati. È cominciato tutto qui, davanti al Selciato dei Giganti, senza che ce ne rendessimo conto.

Si arriva a piedi lungo il sentiero che scende dal centro visitatori, oppure con la navetta.

Derry

Nel pomeriggio, Derry — che sulle mappe britanniche trovi come Londonderry, ed è una doppia denominazione che dice già molto della città.

È l’unica città d’Irlanda completamente circondata dalle mura, costruite nel Seicento e mai espugnate: l’assedio più famoso, nel 1689, durò centocinque giorni. Il giro delle mura si fa a piedi in un’ora e da lassù si guarda dentro la città.

Dall’ultimo tratto si vedono i murales del Bogside, la People’s Gallery: enormi dipinti sulle facciate dei palazzi che raccontano gli anni dei Troubles e il Bloody Sunday del 1972. Li commissionarono gli abitanti del quartiere alla fine degli anni Novanta, perché quella storia restasse visibile.

Sulla strada che divide il Bogside dal quartiere accanto si vedono le bandiere: quella irlandese da un lato, la Union Jack dall’altro. Non è un dettaglio pittoresco, è una linea che esiste ancora.

Un murale in bianco e nero del Bogside a Derry dedicato al movimento per i diritti civili, con la scritta "Anti Sectarian" sulla parete di un palazzo

Slieve League

Passato il confine, si entra nel Donegal e si arriva alle scogliere di Slieve League, dopo una tappa al folk village di Glencolumbkille.

E qui c’è una cosa che quasi nessuno sa: le Cliffs of Moher, quelle famose, non sono le scogliere più alte d’Irlanda. Slieve League le supera di parecchio, arrivando a circa seicento metri contro i duecentoquattordici di Moher. Sono meno conosciute, molto meno affollate, e con il sole di quel pomeriggio erano una delle cose più belle dell’intero viaggio.

Sligo

In serata, Sligo, dove abbiamo dormito. È la città di William Butler Yeats, che qui passò le estati da ragazzo e che è sepolto poco fuori, a Drumcliffe, sotto il Ben Bulben.

Se ci vai

È una giornata enorme. Belfast-Sligo con tutte queste soste significa stare in macchina molte ore e arrivare tardi. Si può fare, l’abbiamo fatta, ma se hai un giorno in più spezzala: la costa di Antrim da sola merita una giornata intera.

Al Selciato dei Giganti conviene arrivare presto. È il sito più visitato dell’Irlanda del Nord e verso metà giornata la scogliera si riempie.

Slieve League vale la deviazione più di quanto la sua fama suggerisca. Se devi scegliere fra fare tutto di corsa e fermarti qui, fermati qui.

E se passi il confine fra Regno Unito e Repubblica: cambia la valuta — sterline a nord, euro a sud — e cambiano i limiti di velocità, che diventano in chilometri invece che in miglia. Non c’è nessun controllo, quindi ci si accorge del passaggio solo dai cartelli.