Cielo bello e, cosa più rara, niente vento. Almeno all’inizio.
Il Ring of Kerry è il percorso panoramico più famoso d’Irlanda: un anello di quasi centottanta chilometri attorno alla penisola di Iveragh. Si fa in una giornata, ma è una giornata piena.
Ross Castle
Si comincia da Ross Castle, appena fuori Killarney, sulla riva del Lough Leane.
È una casa-torre del Quattrocento affacciata sull’acqua, e ha una storia che vale la pena conoscere: fu l’ultima roccaforte del Munster a cadere davanti alle truppe di Cromwell, nel 1652. Una profezia diceva che il castello sarebbe stato preso solo da una nave arrivata sul lago — e gli inglesi, informati della leggenda, fecero trasportare via terra delle imbarcazioni fino a metterle in acqua. La guarnigione si arrese.
Sta dentro il Killarney National Park, e la posizione sul lago con le montagne dietro è metà del motivo per fermarsi.
Rossbeigh
Cominciato l’anello da nord, ci siamo fermati a Rossbeigh, in riva al mare.
È una lingua di sabbia che si allunga per chilometri dentro la baia, con le montagne alle spalle. Con quel cielo e senza vento, era il posto giusto per una sosta che non era in programma e che poi ci si ricorda.
Verso Valentia
Proseguendo lungo la costa si passa da Castlequin, vicino a Cahersiveen, e si arriva al ponte che collega la penisola all’isola di Valentia.
Valentia ha un primato che quasi nessuno le riconosce: da qui, nel 1866, partì il primo cavo telegrafico transatlantico funzionante, quello che collegò l’Europa all’America. Prima ci volevano dieci giorni perché un messaggio attraversasse l’oceano; dopo, pochi minuti. È successo in questa isola sperduta all’estremità dell’Irlanda.
Il faro di Valentia sta a Cromwell Point, affacciato sul canale. Ci si arriva in macchina e il colpo d’occhio sull’oceano vale la deviazione.
Portmagee, e il vento
Poi Portmagee, e lì il tempo è cambiato: vento fortissimo.
È un villaggio di case colorate allineate sul porto, e soprattutto è il punto da cui partono le barche per Skellig Michael, lo scoglio a dodici chilometri al largo dove nel VI secolo dei monaci costruirono un monastero di capanne in pietra a seicento gradini sopra il mare. È patrimonio dell’umanità, e negli ultimi anni è diventato famoso anche perché ci sono state girate le scene finali di Star Wars: Il risveglio della Forza.
Il vento che abbiamo trovato spiega perché su quelle barche non si può fare affidamento: gli sbarchi sull’isola vengono annullati con grande frequenza, e la decisione arriva la mattina stessa.
Cork
In serata siamo arrivati a Cork, dove abbiamo dormito.
È la seconda città d’Irlanda e ha un carattere suo, orgogliosamente diverso da Dublino: i cittadini la chiamano “la vera capitale”. Il centro sta su un’isola fra due bracci del fiume Lee, e la cosa che si visita più volentieri è l’English Market, il mercato coperto ottocentesco.
Se ci vai
Il Ring of Kerry si percorre in senso antiorario, partendo da nord come abbiamo fatto noi. Non è un capriccio: i pullman turistici lo fanno in quel verso, e andare contromano su strade strette significa incrociarli tutti.
Valentia merita più di un passaggio. Il faro, le scogliere di Geokaun e la storia del cavo transatlantico riempiono facilmente un paio d’ore.
Su Skellig Michael, se ti interessa, prenota con mesi di anticipo — i posti sulle barche sono contingentati per legge — e mettiti in conto che potrebbero annullare per mare mosso. Il vento di Portmagee non è un’eccezione, è la regola.
E sappi che questa giornata è lunga: il Ring of Kerry da solo occupa una giornata piena, e aggiungerci il trasferimento fino a Cork significa guidare fino a sera.
