Dell’Irlanda non sapevamo quasi niente, e questa volta era il punto: volevamo scoprirla, tutta, facendo il giro completo dell’isola.
Ci siamo andati a luglio, per sette giorni, atterrando a Dublino e ripartendo da lì, con un’auto a noleggio per tutto il tempo.
Due prime volte
Questo viaggio ne conteneva due, di cose che non avevamo mai fatto.
La prima è guidare a sinistra. In Irlanda si sta sull’altra corsia, il volante è dall’altra parte, le rotatorie girano al contrario. È una di quelle cose che sembrano insormontabili la mattina che ritiri l’auto e che dopo mezza giornata smetti di notare — ma le prime ore sono vere, e chi ti dice il contrario non se le ricorda.
La seconda è stata il primo concerto all’estero: Liam Gallagher al Thomond Park di Limerick, dentro uno stadio di rugby pieno di irlandesi. Non lo sapevamo allora, ma era anche l’inizio di qualcosa: sei settimane dopo gli Oasis avrebbero annunciato la reunion, e l’anno successivo saremmo stati a Edimburgo a vederli.
Il giro
Sette giorni bastano per un anello completo, ma vuol dire guidare parecchio.
Da Dublino siamo saliti verso il nord, con le tombe di Newgrange — più antiche delle piramidi — e Belfast, dove siamo arrivati il giorno sbagliato: il 12 luglio, l’Orange Day.
Poi la costa di Antrim, il Selciato dei Giganti, il ponte di corda di Carrick-a-Rede, le mura e i murales di Derry, e le scogliere di Slieve League nel Donegal, che quasi nessuno sa essere molto più alte delle famose Cliffs of Moher.
Lungo l’ovest, Achill Island e la Sky Road nel Connemara. Poi il Burren con il suo paesaggio lunare, le Cliffs of Moher in una giornata di vento, Galway, le case con il tetto di paglia di Adare e la penisola di Dingle.
Nel sud-ovest il Ring of Kerry: Ross Castle, la spiaggia di Rossbeigh, il faro di Valentia — l’isola da cui nel 1866 partì il primo cavo telegrafico transatlantico — e il vento di Portmagee. Poi Cork.
Il rientro attraverso la Rock of Cashel e Kilkenny, per chiudere alla Guinness Storehouse di Dublino.
Quello che è cominciato qui
C’è una cosa che allora non sapevamo.
Davanti alle colonne di basalto del Selciato dei Giganti abbiamo pensato che prima o poi saremmo andati a vedere l’altro capo del ponte — quello che secondo la leggenda un gigante costruì per raggiungere la Scozia, e che la geologia conferma essere la stessa colata di lava.
Due anni dopo eravamo sull’isola di Staffa, dall’altra parte del mare, a guardare le stesse pietre e a fotografare i puffin.
Questo viaggio in Irlanda, senza che ce ne accorgessimo, ne ha generato un altro.
Le tappe
- Dublino, il primo pomeriggio
- Newgrange e Belfast, il giorno del Twelfth
- Dal Selciato dei Giganti a Sligo, attraversando due paesi
- Achill Island e la Sky Road: il Connemara
- Liam Gallagher al Thomond Park
- Le Cliffs of Moher nel vento, Galway e Dingle
- Il Ring of Kerry e l’arrivo a Cork
- Rock of Cashel, Kilkenny e la Guinness: l’ultimo giro
