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Irlanda 2024

Le Cliffs of Moher nel vento, Galway e la penisola di Dingle

Le Cliffs of Moher che si allungano nell'Atlantico sotto un cielo coperto, con l'erba alta piegata dal vento in primo piano

Giornata ventosa. Sulla costa occidentale irlandese è la normalità, ma alle Cliffs of Moher il vento non è un dettaglio del meteo: è quello che decide se puoi salire o no.

Il Burren

Prima le scogliere, però, si attraversa il Burren.

Il nome viene dall’irlandese Boireann, “luogo roccioso”, ed è la descrizione più esatta possibile. È la più estesa regione calcarea d’Irlanda: lastre di pietra nuda che si estendono a perdita d’occhio, incise da fessure profonde, con grotte e cavità sotterranee scavate dall’acqua nei millenni.

L’effetto è quello di un paesaggio lunare piantato in mezzo al verde irlandese. Ci si passa in macchina e sembra di aver cambiato paese.

Le Cliffs of Moher

Poi le Cliffs of Moher, che sono le scogliere più famose d’Irlanda.

Duecentoquattordici metri a picco sull’Atlantico, otto chilometri di fronte roccioso. E qui va detta una cosa che a noi era già chiara, avendo visto Slieve League due giorni prima: non sono le più alte d’Irlanda, tutt’altro. Sono però le più spettacolari, e la differenza sta nella forma — un muro verticale continuo, non un pendio.

Le riconoscerai anche se non ci sei mai stato. Qui è stata girata la scena della grotta in Harry Potter e il Principe Mezzosangue, quella in cui Silente e Harry cercano l’Horcrux: le scogliere che si vedono all’arrivo sono queste.

Il vento, quel giorno, era forte. È una cosa da sapere prima di partire: se il tempo è troppo brutto o le raffiche sono eccessive, l’accesso alle scogliere viene chiuso. Non è una precauzione teorica, succede regolarmente.

Galway

Nel pomeriggio, Galway.

È la città più vivace dell’ovest irlandese: strade pedonali piene di musicisti, il quartiere latino, l’Arco Spagnolo che ricorda quando qui attraccavano le navi dalla penisola iberica. È una città universitaria, e si sente in chi la riempie la sera.

Se cerchi la musica dal vivo irlandese, quella vera, qui la trovi molto più che a Temple Bar.

Adare

Scendendo verso sud, una sosta breve ad Adare, nella contea di Limerick.

È un paese famoso per una cosa sola, e basta per fermarsi: le case con il tetto di paglia. Cottage bassi, imbiancati, con il tetto in stoppie e i fiori davanti, allineati lungo la strada principale. È il genere di posto che sembra ricostruito per i turisti e invece è semplicemente rimasto così.

Ci vuole il tempo di una passeggiata nel centro, non di più.

Dingle

Scendendo verso sud-ovest siamo arrivati a Dingle, ma senza percorrere tutta la penisola.

È una delle cinque penisole del sud-ovest irlandese, meno famosa del vicino Ring of Kerry ma non meno bella: un susseguirsi di spiagge, montagne e siti paleocristiani. La cittadina è un porto di pescatori dalle case colorate, con negozi e locali affacciati sull’acqua.

L’anello completo, la Slea Head Drive, richiede più tempo di quello che avevamo: è la strada che porta a Dunquin Pier, all’oratorio di Gallarus e a Dunmore Head, il punto più occidentale d’Irlanda.

Se ci vai

Alle Cliffs of Moher controlla il vento, non solo la pioggia. Con raffiche forti chiudono l’accesso, e ci si arriva per niente. Verifica il meteo il giorno stesso.

Se hai visto Slieve League, aspettati qualcosa di diverso, non di più alto. Moher è più scenografica ma anche molto più affollata: se puoi, vacci presto o nel tardo pomeriggio.

Dingle merita una giornata, non un passaggio. Noi l’abbiamo attraversata e ce ne siamo accorti: la Slea Head Drive da sola vale mezza giornata, e senza quella hai visto solo il paese.

E per arrivarci, se non hai paura delle strade strette, considera il Connor Pass invece della via veloce: è uno dei valichi più alti d’Irlanda e dall’alto si vedono i laghetti glaciali e l’oceano in fondo alla valle.

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