Ancora tempo bello, per il terzo giorno di fila. L’Irlanda, alla fine, è stata molto più generosa di quanto la sua fama lasciasse sperare.
L’ultimo giorno pieno risale da Cork verso Dublino, chiudendo l’anello dell’isola. E finisce nel posto più visitato del paese.
La Rock of Cashel
La Rock of Cashel si vede da lontano: un affioramento di roccia calcarea che si alza sopra la pianura del Tipperary, con un intero complesso di edifici medievali in cima.
Fu per secoli la sede dei re del Munster, e la tradizione vuole che qui san Patrizio abbia convertito il re Aengus nel V secolo. Nel 1101 il re di allora donò la rocca alla Chiesa, e da quel momento diventò un centro religioso.
Quello che resta è il gruppo di edifici medievali più imponente d’Irlanda: la torre rotonda, la cappella romanica di Cormac con i suoi affreschi — fra i pochissimi sopravvissuti nel paese — la cattedrale gotica, l’abbazia, la sala della corale dei vicari e una casa-torre del Quattrocento. Tutto stretto su una piattaforma di roccia, tutto in piedi da otto secoli.
Kilkenny
Poi Kilkenny, che è forse la città medievale meglio conservata d’Irlanda.
C’è il castello del XII secolo, costruito dai normanni e per secoli residenza della famiglia Butler; c’è il “miglio medievale”, il percorso che collega il castello alla cattedrale di San Canizio passando per stradine acciottolate e vicoli; ci sono i pub tradizionali, quelli che il tempo ha graziato.
È una città piccola con l’energia di una grande, e si gira tutta a piedi.
La Guinness Storehouse
Rientro a Dublino nel tardo pomeriggio, e ultima tappa alla Guinness Storehouse, con la visita guidata e la pinta inclusa.
È l’attrazione più visitata d’Irlanda, e la storia che racconta comincia con un gesto di ottimismo notevole: nel 1759 Arthur Guinness firmò per il birrificio di St James’s Gate un contratto d’affitto di novemila anni. Scade nel 10759.
Il percorso sale attraverso i piani dell’edificio — gli ingredienti, la lavorazione, la pubblicità storica — e finisce al Gravity Bar, in cima, dove la pinta si beve dentro una sala circolare vetrata con la vista su tutta Dublino.
È turistica, dichiaratamente. Ma è anche il modo giusto di chiudere una settimana in Irlanda.

Il rientro
L’auto l’abbiamo riconsegnata la sera stessa, il 17, chiudendo il cerchio dove l’avevamo presa.
Il giorno dopo, partenza molto presto: autobus fino all’aeroporto e volo per l’Italia. Sveglia al buio, niente da guidare, nessuna fretta di trovare il deposito giusto. È il momento in cui ti accorgi di quanto hai fatto — sette giorni, un giro completo dell’isola, due paesi attraversati.
Se ci vai
La Guinness Storehouse va prenotata e conviene farlo per l’ultimo pomeriggio: è a Dublino, si arriva comodamente, ed è una buona chiusura per un itinerario circolare come questo.
Cashel e Kilkenny stanno sulla stessa strada fra Cork e Dublino, a meno di un’ora l’una dall’altra: si incastrano perfettamente in una giornata di rientro, senza deviazioni.
E se il tuo volo è la mattina presto, riconsegna la macchina la sera prima. Noi l’abbiamo fatto e lo rifaremmo: l’ultima mattina si prende l’autobus per l’aeroporto e non si pensa più a niente. Cercare il deposito giusto all’alba, con i bagagli e il volo che incombe, è la parte meno piacevole di un viaggio altrimenti bellissimo.
