Tempo incerto, di quelli che in Irlanda non ti dicono niente fino all’ultimo momento.
E una data che, senza saperlo, avrebbe segnato tutta la giornata.
Brú na Bóinne
Lasciata Dublino, prima tappa nella valle del Boyne: Brú na Bóinne, uno dei complessi funerari preistorici più importanti d’Europa.
Il tumulo di Newgrange è una tomba a corridoio costruita attorno al 3200 avanti Cristo. Il numero conviene fermarsi a guardarlo: è più antico delle piramidi di Giza e di Stonehenge, di secoli. Un tumulo largo ottanta metri, con un corridoio in pietra che porta a una camera interna.
E c’è la cosa che lo rende unico al mondo. Sopra l’ingresso c’è un’apertura, una feritoia rettangolare. Al solstizio d’inverno, per pochi minuti all’alba, la luce del sole entra da lì, percorre tutto il corridoio e illumina la camera in fondo. Cinquemila anni fa qualcuno ha costruito una struttura di pietra allineata al sole con quella precisione.
Poco distante, la collina di Tara: la sede tradizionale degli Alti Re d’Irlanda, dove sorge la Lia Fáil, la pietra del destino che secondo la leggenda gridava quando la toccava il re legittimo.
Ci si arriva solo con la visita guidata che parte dal centro visitatori, con la navetta: alle tombe non si può andare in macchina.
Belfast, e la data sbagliata
Nel pomeriggio, trasferimento a Belfast.
E qui il consiglio più utile di tutto il viaggio, che abbiamo imparato arrivandoci: il 12 luglio in Irlanda del Nord è il Twelfth, l’Orange Day. È la giornata in cui l’Ordine di Orange commemora con sfilate la vittoria di Guglielmo d’Orange nella battaglia del Boyne del 1690 — la stessa valle in cui eravamo stati quella mattina, tremila anni più tardi.
È la ricorrenza più identitaria e più divisiva del calendario nordirlandese, e la città lo mostra. Siamo arrivati nel pomeriggio, a sfilate concluse, e abbiamo trovato bottiglie e sporcizia ovunque, gente parecchio alticcia e polizia dappertutto.
Non ci siamo sentiti in pericolo, ma non è la giornata in cui vedere Belfast al meglio. Molti locali sono chiusi, alcune zone è meglio evitarle, e la città che trovi non è quella normale.
Il Titanic Quarter e la City Hall
Il Titanic Quarter, dove sorgevano i cantieri Harland & Wolff in cui il Titanic fu costruito e varato nel 1911. L’edificio del museo è una costruzione a quattro punte che ricordano le prue di una nave, alta quanto lo scafo originale. È il posto in cui Belfast ha deciso di trasformare la sua ferita industriale più famosa in qualcosa di cui andare fiera.
E la City Hall, vista da fuori: il palazzo edoardiano del 1906 con la cupola di rame, al centro di Donegall Square.
Se ci vai
Controlla il calendario prima di programmare Belfast. Se il tuo itinerario ti ci porta l’11 o il 12 luglio, spostalo: il Twelfth e la notte precedente, con i falò, sono giorni in cui la città è chiusa, affollata in modo particolare e non godibile per un visitatore. Non è una questione di sicurezza, è che non vedi la città.
Newgrange va prenotato. Si entra solo con visita guidata e navetta dal centro visitatori, i posti sono limitati e in estate finiscono presto.
E se ti interessa la parte più difficile della storia recente di Belfast, quella dei murales politici, mettila in un giorno qualunque: nel Twelfth quei quartieri sono il centro della giornata, e non è il momento per visitarli da turista.
