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Grecia 2026

Chlemoutsi, un’ora di mare a Kyllini, e la nave da Patrasso

L'interno del castello di Chlemoutsi con le mura merlate, un grande pino e il mare Ionio sullo sfondo con il profilo di un'isola all'orizzonte

L’ultimo giorno di un viaggio in traghetto ha un ritmo suo: c’è un orario di imbarco che comanda tutto, e quello che sta prima è tempo da riempire bene.

Noi l’abbiamo riempito con un castello e un’ora di mare.

Il castello di Chlemoutsi

Prima del mare, un ultimo castello.

Nel villaggio di Kastro, a pochi chilometri da Kyllini, sorge Chlemoutsi: la fortezza franca meglio conservata di tutta la Grecia. Fu costruita attorno al 1220 dai Villehardouin, i principi franchi che dominavano l’Acaia, e gli italiani la conoscono anche come Castel Tornese.

E qui si chiude un cerchio del viaggio: la stessa famiglia che costruì questo castello sulla costa occidentale fondò, pochi anni dopo, la fortezza di Mystras dall’altra parte del Peloponneso. Due tappe che nel nostro itinerario stavano a giorni di distanza, e che nascono dalle stesse mani.

Chlemoutsi ha una pianta esagonale e un mastio enorme, con le grandi sale coperte a volta ancora in piedi. Dall’alto si vede il mare Ionio e, nelle giornate limpide, i profili di Zante e Cefalonia.

Kyllini

Kyllini sta sulla costa occidentale del Peloponneso ed è soprattutto un porto: da qui partono i traghetti per Zante e Cefalonia. Ma ha anche una lunga spiaggia sabbiosa, e poco distante le sorgenti termali che portano lo stesso nome.

Ci siamo fermati un’ora. Il mare era un po’ mosso — l’unica volta in tutto il viaggio — ma per un’ultima sosta prima della nave andava benissimo.

È la scelta che toglie la fretta dall’ultimo giorno: invece di arrivare al porto con ore da ammazzare in un parcheggio, si arriva dopo essere stati in acqua.

Patrasso

Poi Patrasso, e solo l’imbarco.

È la città che quasi tutti i viaggiatori italiani attraversano senza vederla: si arriva, si fa la fila, si sale a bordo. Anche noi, questa volta. Non è un rimpianto: è semplicemente come funziona quando il porto è un mezzo e non una meta.

Il viaggio, in fondo

Cinque giorni nel Peloponneso: dal vulcano di Methana alla Messenia, passando per l’Argolide e la punta sud-orientale della Laconia.

Una fortezza veneziana salita a piedi con 847 gradini, un castello con l’ingresso libero che vale quanto molti a pagamento, le gallerie dentro le mura ciclopiche di Tirinto, una città bizantina abbandonata su un fianco di montagna, un’altra città nascosta dietro un masso e battuta dal vento, un monastero incastrato in una parete di roccia sul Parnone, un tempio di Ictino sotto una tenda a mille metri di quota, una tomba micenea a dieci minuti da una spiaggia, il palazzo dove è stata trovata la scrittura più antica d’Europa, e infine la fortezza franca da cui tutto, in un certo senso, era già cominciato.

Con la macchina, che qui cambia tutto: nel Peloponneso i siti sono distanti e mal collegati, e senza un mezzo proprio metà di questo itinerario non sarebbe stata possibile. È l’opposto esatto dei nostri viaggi in Scozia, dove non abbiamo mai noleggiato niente.

E come sempre, con gli zaini.

Il tempo è stato bello e caldo tutti i giorni. L’unica variabile è stata il vento di Monemvasia.

Non cambierei niente. Cinque giorni densi, tanti siti, tanti passi: è il modo in cui ci piace viaggiare, e il Peloponneso si presta.

Se ci vai

Ad agosto due regole valgono più di tutte. Le salite si fanno la mattina presto: il Palamidi, la Larissa, Mystras, la città alta di Monemvasia. E in questo viaggio le salite erano quasi tutto. E gli orari dei siti minori vanno controllati il giorno stesso: in una sola giornata abbiamo perso Lerna e Geraki, arrivandoci dopo la chiusura. Geraki chiudeva alle 15:30.

Porta sempre acqua. In quasi tutti i siti l’ombra è poca e le distanze interne sono più lunghe di quanto sembri dalla mappa.

E lascia una spiaggia in fondo. Serve a chiudere.

Se parti da Patrasso e hai qualche ora, Chlemoutsi vale la deviazione: è a pochi chilometri dalla spiaggia di Kyllini, si visita in poco tempo, ed è il castello franco meglio conservato della Grecia.