Dopo un primo giorno passato sotto l’acqua, la Scozia ci ha restituito il sole. Non tutto il giorno — durante la crociera il cielo si è coperto — ma abbastanza da cambiare completamente il colore delle cose.
Alexandria e il castello
Alexandria è una cittadina a nord di Glasgow, sulla strada che porta al lago. Non è una meta turistica e non finge di esserlo: è un posto di lavoro, con la sua storia industriale addosso.
Poco più avanti c’è Balloch Castle, che abbiamo girato solo dall’esterno. E va detto subito, per non creare aspettative sbagliate: non è un castello medievale. È una residenza in stile castellato costruita all’inizio dell’Ottocento, con le torrette e le merlature fatte per somigliare a qualcosa di più antico.
Il motivo per cui vale la deviazione non è l’edificio: è il parco. Il Balloch Country Park scende verso l’acqua con i prati e gli alberi grandi, e in fondo si apre il lago. È uno di quei posti dove il paesaggio conta più di quello che ci hanno costruito sopra.
La crociera sul Loch Lomond
Il Loch Lomond è il lago più esteso della Gran Bretagna, e la cosa che lo rende speciale non è la dimensione ma la posizione: ci passa in mezzo la faglia delle Highlands, la frattura geologica che separa le Highlands dalle Lowlands.
Il risultato si vede a occhio nudo mentre navighi. La parte sud è larga, bassa, punteggiata di isole; la parte nord si stringe fra le montagne e diventa profonda e scura. È lo stesso lago, ma sono due paesaggi diversi, e passare dall’uno all’altro in barca è il modo migliore per capire come è fatta la Scozia.
Durante la crociera il cielo si è coperto. Non è un dispiacere: il Loch Lomond sotto le nuvole è più cupo e più vero delle cartoline con il cielo azzurro, e le colline che si perdono nella foschia sono esattamente l’immagine che uno si porta a casa dalla Scozia.
Siamo partiti da Balloch, all’estremità meridionale del lago, per una crociera di un’ora e mezza. È la durata giusta: abbastanza per uscire dalla parte larga e vedere il paesaggio cambiare, senza che diventi una traversata.
I Kasabian
La sera, di nuovo a Glasgow Green: secondo giorno di TRNSMT, secondo concerto.
Ed è questo il senso di un festival di più giorni, e la ragione per cui abbiamo costruito il viaggio così. Il TRNSMT non è una serata: è un biglietto che ti tiene in città, e ogni giorno hai le ore diurne libere per andare da un’altra parte — a Stirling, sul Loch Lomond — e la sera torni al parco.
Il giorno prima Richard Ashcroft, quella sera i Kasabian. E si sentiva la differenza: molta più gente, il prato pieno, un’altra intensità.
Noi eravamo di nuovo sotto il palco. Tre concerti in due viaggi, tre volte in prima fila, e ogni volta con una fatica diversa: nove ore di fila a Murrayfield, niente il primo giorno di TRNSMT, e qui la via di mezzo, con la calca che cresceva mentre si avvicinava l’ora.
È una cosa che si impara facendola: stare davanti non dipende dal biglietto, dipende da quanto prima decidi di posizionarti e da quanta gente ha deciso la stessa cosa.
Se ci vai
Il Loch Lomond è raggiungibile in treno da Glasgow fino a Balloch, ed è una delle gite in giornata più facili che ci siano: meno di un’ora e sei sul lago. Il molo delle crociere è a pochi minuti a piedi dalla stazione, e il parco con il castello sta lì accanto: si fa tutto senza mai prendere un mezzo.
La crociera vale la spesa. Dalla riva vedi un lago; dall’acqua capisci la geografia. Un’ora e mezza è la durata giusta per chi ha una giornata sola: ti porta fuori dalla parte larga e ti fa vedere il lago stringersi verso nord, senza mangiarti il pomeriggio.
Se invece hai più tempo, esistono crociere più lunghe che salgono verso la parte alta, dove il paesaggio diventa apertamente montano.
E un consiglio che vale per tutto il viaggio: se vai per un festival di più giorni, usalo come base invece che come meta. Glasgow è collegata benissimo con i treni, e in una giornata arrivi al lago, a Stirling o al Vallo e torni in tempo per il concerto della sera. Il biglietto del festival diventa così l’ossatura di una vacanza, non solo una serata.
